
Bologna, cosa vedere e cosa mangiare

Share This Article
Bologna è affettuosamente conosciuta con tre soprannomi iconici che ne raccontano la storia e l’identità. La “Dotta” perché è sede della più antica università del mondo occidentale, fondata nel 1088, e per essere ancora oggi un’importante centro culturale e intellettuale. La “Grassa”, per la sua tradizione culinaria ricca e variegata con una vasta gamma di piatti e prodotti tipici che hanno conquistato il palato di molti, sia a livello nazionale che internazionale. E infine la “Rossa”, per il colore dei suoi tetti e delle sue case medievali.
Una città poliedrica e ricca di storia da esplorare passo dopo passo ma anche morso dopo morso, per immergersi completamente nel capoluogo dell’Emilia-Romagna. Una meta ideale per chi il nord Italia, perfetta da scoprire a piedi in un solo week end
Cosa vedere a Bologna
Il centro storico di Bologna, compatto e ricco di tesori, si presta perfettamente ad essere esplorato a piedi, permettendo di immergersi nel suo fascino in uno o due giorni. Dalle iconiche due torri ai portici dichiarati patrimonio dell’umanità, passando per piazza maggiore e i suoi monumenti simbolo, ogni angolo di Bologna racconta secoli di cultura e vita quotidiana. Ecco un itinerario perfetto per chi vuole scoprire Bologna senza fretta passo dopo passo.
Si parte da una delle piazze più conosciuta della città, citata anche nei testi del grande cantautore Lucio Dalla nato proprio a Bologna il 4 marzo 1043. A Piazza Cavour, o Pizza Grande come la chiamava Dalla, si trova infatti una panchina con seduta la statua dedicata al cantautore, il quale sembra ancora godere della sua città e trarne ispirazioni per le sue canzoni rimaste immortali.
Da qui ci si sposta a Piazza Maggiore, il cuore pulsante della città circondato da splendidi palazzi Medievali. Tra questi spiccano la Basilica di San Petronio, la chiesa più grande di Bologna essendo dedicata al suo Patrono. La costruzione della Basilica cominciò nel 1390 e continuò per svariati secoli, cambiando la pianta urbana circostante viste le dimensioni dell’edificio. Piccola curiosità: nella Basilica è presente la meridiana più lunga al mondo costruita da Cassini per dimostrare, al contrario di ciò che si credeva all’epoca, che era la terra a girare intorno al sole. Altro palazzo degno di nota nella piazza è il Palazzo del Potestà costruito nel 1200 per la carica istituzionale più alta del tempo. Sempre a Piazza Maggiore si trova poi i Palazzo D’Accursio, sede dell’attuale Comune di Bologna, e la Torre dell’Orologio.
Simboli identificativi della città sono senza dubbio le sue torri, costruite per scopi militari costruite tra il XII e il XIII secolo. Oggi ne rimangono circa una ventina e le più importanti sono quella degli Asinelli e la Garisenda. La Torre degli Asinelli, alta ben 97,20 metri, venne costruita tra il 1109 ed il 1119. Oggi è possibile visitarla per arrivare fino in cima, dopo ben 498 gradini, ed ammirare lo splendido panorama circostante.
Un altro aspetto caratteristico della città è rappresentato da i suoi portici, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Estesi per circa 62 km, nacquero nel medioevo per ampliare lo spazio abitativo ed oggi rappresentano un simbolo di accoglienza e connessione tra le diverse epoche della città. Tra i più celebri ci sono il portico di San Luca, il più lungo al mondo con i suoi 3,8 km, e quello di Strada Maggiore. Camminare sotto i portici significa scoprire Bologna nel modo più autentico, immersi nella sua storia e nella sua vivace quotidianità.
Continuando il nostro itinerario consigliamo la Basilica di Santo Stefano, un complesso sacro soprannominato “Sette Chiese”. Il sito racchiude la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola e la Chiesa del Martiryum, oltre al Cortile di Pilato, il Chiostro Medievale e il museo di Santo Stefano. Nonostante le modifiche subite nel tempo, il complesso mantiene un’unità stilistica ed è considerato uno dei più importanti esempi di architettura romanica in città.
Infine, poco distante, un’altro edificio religioso che merita una visita se amate la storia dell’arte è la Basilica Patriarcale di San Domenico al cui interno sono custodite alcune opere di Michelangelo, tra cui la statua dedicata al San Petronio, una raffigurante San Procolo ed un Angelo reggi candelabro.
Cosa mangiare a Bologna
Tagliatelle al ragù
La leggenda narra che la tagliatella sia nata nel 1487, ispirata dai capelli biondi di Lucrezia Borgia in occasione del suo matrimonio con Alfonso I d’Este. Il ragù, invece, ha origini ancora più antiche e risale al Medioevo, quando era un condimento aristocratico a base di carne tritata e vino. La ricetta ufficiale è stata depositata nel 1982 presso la Camera di Commercio di Bologna.Questo piatto iconico presenta sottili strisce di pasta all’uovo condite con ragù di carne saporito, preparato con carne macinata, pomodoro, vino e aromi. È fondamentale sottolineare che la tradizione bolognese associa il ragù alle tagliatelle, non gli spaghetti come spesso accade all’estero.
Tortellini in brodo
I tortellini sono legati ad un’antica credenza: si dice che un oste di Castelfranco Emilia, ispirato dalla bellezza della dea Venere, riprodusse la forma del suo ombelico creando questa piccola meraviglia gastronomica. Storicamente, la prima menzione scritta dei tortellini risale al 1300, ma la versione moderna con ripieno di carne e formaggio è documentata dal 1800. La ricetta autentica prevede un ripieno di lombo di maiale, mortadella, prosciutto crudo e parmigiano reggiano, avvolti in una sfoglia sottile rigorosamente fatta a mano. Possono essere serviti con brodo caldo di cappone o manzo.
Lasagne alla bolognese
Un piatto ricco e sostanzioso, simbolo della convivialità e della cucina regionale emiliana. La lasagna ha origini antichissimi, risalenti alla Roma Imperiale, dove esisteva un piatto chiamato leganum, ovvero sfoglie di pasta cotta al forno. Nel Medioevo, con la diffusione della pasta all’uovo in Emilia-Romagna, la lasagna si trasformò in un piatto più simile a quello odierno. La versione con il ragù alla bolognese, besciamella e parmigiano reggiano divenne popolare nel XIX secolo, diventando un emblema della tradizione gastronomica locale.
Cotoletta alla bolognese o alla Pretoriana
Un piatto che combina sapori intensi e consistenze croccanti e cremose. Questa variante della cotoletta ha una storia meno nota ma altrettanto gustosa. Si dice che la ricetta sia nata nelle osterie del centro storico per offrire un piatto sostanzioso ai viandanti e agli studenti universitari. A differenza della versione milanese, la Petroniana è una fetta di vitello impanata e fritta arricchita con prosciutto crudo e formaggio, che donano un sapore più deciso e avvolgente grazie anche alla salsa al tartufo con sui spesso viene servita.
Mortadella di Bologna IGP
Un posto d’eccezione lo merita la celeberrima mortadella, uno dei prodotti più antichi della gastronomia bolognese. Le prime tracce risalgono all’epoca romana, quando si produceva un insaccato a base di carne suina e spezie chiamato farcimen myrtatum, perché aromatizzato con il mirto. La ricetta moderna si affermò nel XVII secolo, diventando un prodotto di eccellenza tutelato dal marchio IGP. Oggi è uno degli ingredienti fondamentali della cucina bolognese, utilizzato nei ripieni di tortellini e molte preparazioni tradizionali ma senza dubbio perfetta da gustare in un ricco panino.
Le tigelle
Le tigelle sono un pane tipico dell’Appennino bolognese. La loro origine antichissima e risale all’epoca longobarda, quando venivano cotte su apposite pietre di terracotta chiamate tigelle. Tradizionalmente venivano farcite con pesto di lardo, aglio e rosmarino, ma oggi si gustano con salumi e formaggi tipici della zona. Attenzione a non confonderle con le crescentine! A Modena, le tigelle sono chiamate crescentine montanare ma a Bologna per crescentine si intende l’amato gnocco fritto, altrà specialità da gustare da sola o farcita con affettati e formaggi. l’crescente è invece una focaccia rustica che si distingue per la presenza di pancetta o prosciutto nell’impasto.
Torta di riso o torta degli Addobbi
Dolce tradizionale con una consistenza cremosa e un sapore delicato preparato in origine durante la festa degli Addobbi, una festa religiosa risalente al medioevo organizzata dalle parrocchie bolognesi ogni 10 anni. Durante la celebrazione, le strade ed i balconi venivano decorati con drappi colorati (da qui il nome addobbi), e la popolazione si riuniva per festeggiare con bacchetti e dolci. Tra questi spicca la torta di riso che con il tempo divenne il simbolo della festa e un vero e proprio dolce della tradizione bolognese. La sua ricetta compare nei ricettari dell’epoca come dolce ricco ma semplice, a base di riso, latte, uova, zucchero, mandorle e liquore.