
La piadina: il simbolo della Romagna

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La piadina è molto più di un semplice alimento, è un simbolo culturale e gastronomico della Romagna, una terra unica facente parte dell’omonima Regione Emilia-Romagna. Questo pane sottile e gustoso ha radici storiche profonde e rappresenta un legame indissolubile con la tradizione contadina della zona, con diverse varianti a seconda del luogo di produzione.
Che si tratti di una cena informale con amici o di un pasto veloce in spiaggia, la piadina continua a essere un pasto amato e apprezzato da tutti, capace di unire le persone attorno a un tavolo o di socializzare nei pressi a uno dei tantissimi chioschi sparsi sulla costa romagnola, configurandosi come un perfetto street food, consumato non solo dai locali ma anche dai turisti, che vogliono immergersi in un’esperienza che va oltre il culinario, e che racconta la storia e la cultura di una regione ricca di tradizioni. Assaporarla significa tuffarsi nell’essenza di questo territorio e apprezzare pienamente la semplicità e la bontà della cucina regionale.
Le origini e il legame con la Romagna
Le origini della piadina risalgono a tempi antichi. Già gli Etruschi utilizzavano un impasto a base di farina per sostituire il pane, creando una sorta di sfoglia cotta su piastre di pietra. Questa tradizione continuò nell’Antica Roma, dove la piadina era considerata un cibo per i più ricche, poiché doveva essere consumata fresca e calda. Con il passare dei secoli, la “piada” divenne un alimento fondamentale per le classi meno abbienti, specialmente durante il Medioevo, quando le tasse sul pane rendevano difficile l’accesso al pane tradizionale, essendo realizzata con ingredienti semplici come acqua e farina, divenendo così il “pane dei poveri”.
Le origini del suo nome sono dibattute, con alcune fonti che riconducono a una parola greca, altre invece che lo collegano al pane azimo ebraico. Infine, per alcuni il termine deriverebbe dal dialetto romagnolo correlato al verbo “pies”, ovvero “rassodare”, o alla piadena, l’asse di legno dove vengono appoggiati i prodotti da forno.
Il legame tra la piadina e la Romagna è profondo e radicato nella cultura locale e riguarda principalmente le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e alcuni territori a sud del capoluogo Bologna.
Il primo documento che menziona la piadina in relazione alla Romagna risale al 1371, quando la città di Modigliana doveva pagare al Cardinale Angelico “due piade”. Nel corso degli anni, la è stata celebrata da poeti e scrittori, tra cui Virgilio, Giovanni Pascoli, che la definì “il cibo nazionale dei romagnoli”. Questo legame culturale è stato ulteriormente rafforzato nel 2014, quando la piadina è stata riconosciuta come prodotto a indicazione geografica protetta (IGP), garantendo la sua autenticità e qualità.
Le varianti regionali e la preparazione della piadina
La piadina non è un alimento uniforme, ma esistono diverse varianti a seconda delle province della Romagna. Le due principali tipologie sono senza dubbio la piadina Romagnola di Rimini, più sottile e morbida, con uno spessore di circa 3 millimetri, con una consistenza più leggera e un sapore delicato, e la piadina romagnola di Cesena e Forlì, più spessa, con uno spessore che varia dai 4 agli 8 millimetri. La sua consistenza è compatta e friabile, con un sapore più robusto e una masticabilità più corposa.
In generale, ogni zona ha le proprie tradizioni e metodi di preparazione, il che la rende un piatto amato e “conteso” in tutta la Romagna, con i vari Comuni che si contendono il primato su chi la fa più buona, come nella classica tradizione “campanilistica” italiana.
La preparazione della piada è semplice ma richiede attenzione ai dettagli. Gli ingredienti principali sono:
- farina: di solito si utilizza farina di grano tenero, ma esistono varianti con farine integrali;
- acqua: tiepida, fondamentale per ottenere un impasto morbido;
- strutto: nella versione tradizionale per “puristi” non può mancare, ma molte persone oggi preferiscono l’olio d’oliva per una versione più leggera;
- sale: un pizzico di sale per esaltare il sapore;
- bicarbonato: per dare leggerezza all’impasto.
Il processo di preparazione inizia con la miscelazione degli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo. Dopo averlo lasciato riposare, l’impasto viene steso in dischi sottili e cotto su una piastra calda o una padella. La cottura deve essere rapida per mantenere la morbidezza e la fragranza della piadina.
Uso in cucina
Come tutti sappiamo, la piadina è incredibilmente versatile e può essere farcita in molti modi.
Il ripieno più tradizionale e classico è quello con squacquerone e rucola, con un formaggio spalmabile tipico locale, e un sapore fresco. Altra ricetta comune è quella a base di prosciutto crudo di Parma, sicuramente il simbolo dell’eccellenza dei salumi regionali, e formaggio, per un’accoppiata gustosa e ricca.
Per una versione vegetariana sana e saporita, la piadina si può farcire con verdure grigliate, come melanzane, zucchine e peperoni.
Infine, non mancano anche le farciture dolci, con marmellate o cioccolato, per una merenda golosa o per un dessert di fine pasto.
In generale, ognuno può creare la sua variante originale, dando sfogo alla propria creatività in cucina e rispondendo ai propri gusti.